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Le streghe della notte

In questo articolo, per quanto mi riguarda con un onore immenso, ci addentreremo nella affascinante storia delle Streghe della Notte, perchè credo che nonostante il fatto che in modo meschino, di loro non vi sia traccia nei libri di storia adottati nelle scuole occidentali, noi tutti dobbiamo alzarci in piedi di fronte al loro ricordo e tributare loro una infinita riconoscenza, perchè è giusto che la loro storia non sia dimenticata.

La storia delle Streghe della Notte è una storia complessa, ricca di misteri, conosciuta da pochi. Di molte di loro non restano che foto ingiallite o lettere inviate dal fronte a madri disperate, a volte morte di crepacuore oppure impazzite.

Streghe della Notte fu il soprannome dato dai nazisti al 588º Reggimento Bombardamento Notturno sovietico della seconda guerra mondiale, successivamente denominato con il titolo onorifico di 46º Reggimento Guardie di Taman di Bombardamento Leggero Notturno, un reggimento di combattimento composto da sole donne, coraggiose e capaci, creato su iniziativa di Marina Michajlovna Raskova e condotto dal maggiore Evdokija Davidovna Beršanskaja.

I tedeschi le soprannominarono "Streghe della Notte" perchè erano letteralmente terrorizzati da queste donne che volavano solo di notte e che non riuscivano ad abbattere.

Queste fantastiche donne tramutavano in incubi i sogni di gloria dei loro invasori. Prima di arrivare nei pressi dell'obiettivo, spegnevano i motori dei loro aerei e planavano silenziose ed a bassa quota per sganciare con più precisione le bombe. I soldati tedeschi appena di notte sentivano il rumore del fruscio prodotto dal vento sugli aerei composti solo di tela e legno e non sentendo i rumori dei motori degli aerei, scappavano cercando rifugio ovunque e gridavano letteralmente terrorizzati: "Le streghe della notte! Le streghe della notte!"

Ripercorriamo quindi gli eventi storici. Il 22 giugno 1941 i tedeschi scatenarono l'operazione "Barbarossa". Intere armate russe vennero distrutte o fatte prigioniere. Centinaia di aerei sovietici furono distrutti al suolo. Dopo tre settimane i carri armati tedeschi avevano percorso 700 km in territorio russo. Ne mancavano meno di trecento per arrivare a Mosca e la disfatta dell'Unione Sovietica sembrava ormai imminente.

Nell'ottobre 1941 le truppe naziste erano a soli 60 km da Mosca. È in questa situazione che una donna in modo del tutto inaspettato e dimostrando notevole coraggio si recò al Cremlino con la volontà di incontrare Stalin. A lei si deve l'inizio della storia dell'aviazione sovietica. Il suo nome è Marina Raskova. Stalin inizialmente era dubbioso ed infatti le disse: "Tu capisci, le future generazioni non ci perdoneranno il sacrificio di tante giovani." Allorché, senza alcun timore reverenziale, Marina Raskova rispose: "Loro accorreranno al fronte ugualmente. Lo faranno da sole e sarà peggio se ruberanno gli aerei per andare a combattere". Di fronte a tale ardire dimostrato nella risposta, Stalin si convinse ed approvò il progetto.

L'8 ottobre 1941 Stalin emanò un ordine per la creazione di tre reggimenti di aviazione composti esclusivamente da sole donne. Alcune di queste donne sono ancora in vita. Così nel 2012, una di loro, la pilota Irina Rakobolskaja, ancora oggi vivente, racconta: "Quando cominciò la guerra le donne nell'aviazione non le prendevano. Ma noi lo desideravamo, tra noi c'erano aviatrici coraggiose, capaci, esperte. Però tra noi c'era una donna speciale, che diventò Eroe dell'Unione Sovietica, Marina Raskova. Lei si recò al Comando Supremo da Stalin, chiedendogli di formare un reggimento di sole donne."

E così, uniche al mondo, nacquero tre reggimenti di sole donne: il 586° Reggimento sarebbe stato il reggimento della caccia, equipaggiato con i moderni Yak-1. Il 587° era il reggimento da bombardamento in picchiata che avrebbe volato con i Sukhoi SU-2. Il 588° era il reggimento deputato al bombardamento notturno ed avrebbe utilizzato i biplani Polikarpov PO-2 costruiti esclusivamente con legno e tela.

Il reggimento era composto da 60 equipaggi di due donne ciascuno: 60 donne pilota e 60 navigatrici. Queste donne combatterono per tre anni, eseguirono oltre 30.000 missioni e sganciarono circa 3.000 tonnellate di bombe. Quando con i loro aerei dovevano affrontare atterraggi di fortuna svestivano immediatamente gli abiti militari ed indossavano subito gli abiti dei contadini in modo da non essere scoperte dai nazisti.

Queste leggendarie donne pilota, dominatrici dei cieli, coraggiose, spietate ed anche molto belle e con volti puliti, non disponendo i loro aerei di strumentazione elettronica, volavano facendo affidamento solo sulla bussola, l'orologio, la cartina geografica ed il calcolo manuale della deriva dei venti. In pratica calcolavano in quanto tempo si sarebbero trovate sopra l'obiettivo, volando ad una certa quota e viaggiando ad una determinata velocità ed in una certa direzione. Quando arrivavano sull'obiettivo era tutto buio perchè c'era l'oscuramento e per verificare che si trovassero sull'obiettivo lanciavano dall'abitacolo dei razzi illuminanti.

Ogni aereo aveva due posti molto angusti: il posto anteriore era la cabina della pilota, quello posteriore era la cabina della navigatrice. Le cabine erano aperte e senza un tetto ed in volo, il vento, l'aria fredda, il gelo, l'umidità, mettevano a dura prova la resistenza fisica di queste donne. Il Polikarpov PO-2, non aveva nessuna strumentazione elettronica e neanche la radio e le streghe della notte non avevano il paracadute. L'aereo disponeva solo di un indicatore di velocità e di un indicatore di quota. Inoltre non disponevano di nessuno strumento per il volo notturno e tutto questo rende ancora più straordinarie le imprese che compirono le Streghe della Notte. Questi aerei erano originariamente destinati all'uso come aeroplani da addestramento e per irrigazione dei campi agricoli. Gli aerei potevano portare un massimo di due bombe alla volta, quindi erano necessarie più missioni per ciascuna notte. Sebbene fossero aerei lenti ed obsoleti, il loro vantaggio consisteva nel fatto che erano sorprendentemente manovrabili e quindi per i piloti tedeschi risultava molto difficile abbatterli ed inoltre potevano atterrare e decollare anche in situazioni di emergenza e quindi senza la necessità di una pista dell'aeroporto. Il loro raggio d'azione e la loro autonomia in volo erano molto brevi, di conseguenza riuscivano a colpire solo obiettivi vicini e per questo motivo compivamo più missioni in una sola notte.

Gli aerei tedeschi della Luftwaffe con i quali dovevano confrontarsi le streghe della notte erano i Messersschmitt Bf 109, aerei moderni estremamente potenti ed affidabili. Potevano volare ad una velocità massima di 650 km/h mentre il Polikarpov PO-2 volava ad una velocità massima di 120 Km/h. Ma la lentezza del PO-2 era un vantaggio perchè i caccia tedeschi se cercavano di mettersi in coda per prendere meglio la mira andavano in stallo e precipitavano a terra, questo perchè la velocità minima di sostentamento in volo dei caccia tedeschi era di 150 km/h.

Olga Filipovna Yakovleva, altra donna pilota appartenente al 588° Reggimento delle "Streghe della Notte" ed ancora oggi vivente, racconta: "Nessuno ci spinse o ci costrinse ad entrare nel reggimento. Si è trattato di una forza interiore. Siamo andate a difendere la Patria. È semplice, è tutto qui!" Ma è semplice capirlo per un russo. Questa forza interiore di cui parla la Yakovleva è un elemento caratteristico del sentimento di amore per la propria terra che è tipico del popolo russo. Infatti uno degli elementi da valutare per avvicinarsi alla comprensione del popolo russo è riuscire realmente a capire quale forte amore e quale indissolubile legame stringe i russi con la propria terra e con la propria gente. È un sentimento molto difficile da capire o anche solo da immaginare per un occidentale.

Leggendo gli articoli del blog "Madre Russia" (www.madrerussia.com) sicuramente sarete in grado di capirne di più, perchè vi state addentrando nel cuore della storia, della cultura, della religione e delle tradizioni russe. Certamente parlare e guardare dal vivo oggi negli occhi queste due anziane donne, la Rakobolskaja e la Yakovleva, creerebbe una forte emozione che aiuterebbe a capire quella forza interiore, ma questo è un privilegio che purtroppo appartiene a pochi. Uno degli obiettivi di questo blog è proprio quello di farvi vivere e respirare la Russia per aiutarvi a comprendere ciò che mai potrebbe essere compreso dall'esterno.

Ma torniamo alla storia delle Streghe della Notte. Le donne accorsero da tutta l'Unione Sovietica per prendere parte alla guerra che chiamavano la Grande Guerra Patriottica. Irina Malvimova, un membro del reggimento delle Streghe della Notte, ricorda: "La guerra significa sempre morte, sangue rovina; la donna invece è stata creata per dare la vita. È proprio per difendere la vita, noi abbiamo accettato di andare in guerra. Abbiamo amato i nostri apparecchi come, in seguito, abbiamo amato i nostri figli."

Irina Rakobolskaja ricorda: "All'epoca i tedeschi erano molto vicini a Mosca. Mosca era nell'oscurità ed ovunque le luci erano spente. I tetti erano stati mimetizzati allo scopo di non essere individuati dall'alto. Mosca era sotto una tensione continua. Noi studentesse pensavamo: a cosa servono ora i fisici, i matematici? A chi servono? A nessuno servono! Ora c'è bisogno di andare a difendere la nostra Patria. Ma l'inizio della nostra attività non fu semplice. I reggimenti di piloti maschili ci accolsero tra scherni e risate dicendo: «Ma cosa volete che facciano queste studentesse? Dove volete che vadano? Non servono a nulla!». Noi ci sentivamo molto offese". La risposta di queste ragazze fu straordinaria ed Irina Rakobolskaja continua il suo ricordo: "Ogni notte noi compivamo più voli dei reggimenti degli uomini e così tutti si accorsero del nostro valore e ci trattarono con enorme rispetto."

Olga Filipovna Yakovleva racconta: "Eravamo quasi tutte studentesse. Io per esempio avevo terminato all'istituto il biennio di tecnologia chimica che non aveva niente a che vedere con l'aviazione." L'addestramento fu molto duro ma anche breve: oltre quattordici ore al giorno, per sei mesi, tutti i giorni. Durante l'addestramento queste ragazze impararono a volare, impararono i codici, le tecniche di bombardamento, tecniche di caccia e di navigazione, impararono a conoscere le armi, le bombe e le mitragliatrici a bordo degli aerei. Il battesimo del fuoco arrivò presto. L'8 giugno 1942 i primi aerei delle Streghe della Notte presero il volo in battaglia ed il loro primo obiettivo fu un Comando Generale della Wehrmacht nella città di Donetsk nel Donbass. Irina Rakobolskaja ricorda quell'evento: "Il nostro aeroporto era il Mar Nero, il Mar Caspio ed il Mar D'Azov. Quella sera c'era una nebbia così fitta che non si vedeva nulla. L'aereo ricognitore si alzava in volo ma poi atterrava ed il comandante diceva c'è troppa nebbia non si può volare. Per l'intera notte tutte noi ragazze eravamo sedute all'interno dei nostri aerei. Non volevamo andare in caserma a dormire, stavamo sedute dentro l'aereo. Aspettavamo tutto il tempo sedute e sveglie per poter decollare immediatamente appena il tempo lo permettesse. E così appena la nebbia si diradò quel poco che ci consentisse di alzarci in volo, prendemmo la direzione di Donetsk ed in coda un aereo dopo l'altro sganciammo le bombe sul comando nazista della Wehrmacht. Poi evitando i fari e la contraerea tornammo alla base, caricammo nuove bombe e tornammo sull'obiettivo. Così facemmo più volte fino all'alba."

Un'altra di loro, Larisa Litvinova-Rozanova ricorda: "C'era sempre il pericolo di cadere addormentate durante le missioni. Di solito ci accordavamo con la navigatrice: una di noi dormiva nel viaggio di andata e l'altra nel viaggio di ritorno".

Olga Filipovna Yakovleva racconta: "I tedeschi sapevano solo che quando calava la notte, giovani ragazze russe volavano e bombardavano dal tramonto all'alba. Nelle notti d'inverno compivamo circa dieci voli e talvolta pure di più! Bombardavamo con quasi qualsiasi condizione atmosferica. Bombardavamo. Bombardavamo e bombardavamo! Volavamo senza paracadute. Ci furono dati solo da quella notte dove persero la vita Tania Makarova e Vera Belik. Avrebbero potuto saltare se avessero avuto il paracadute, forse si sarebbero salvate. Invece sono bruciate. Per me la cosa più terribile in guerra è stata vedere come morivano bruciate le mie amiche."

Irina Rakobolskaja anch'essa ricorda: "Così morivano le mie amiche, bruciavano letteralmente in aria". Infatti la notte del 25 agosto 1942, una delle coppie più esperte e valorose, composta dalla pilota Tania Makarova e dalla sua navigatrice Vera Belik attaccarono in modo solitario dei carri armati tedeschi. La contraerea entrò subito in funzione ma la Makarova che aveva compiuto 628 missioni riuscì a schivare i colpi. Irina Rakobolskaja la ricorda così: "La Makarova era una pilota brava, forte, allegra. Prima di arruolarsi era una pasticcera in una fabbrica vicino a Mosca. Come navigatrice gli venne assegnata una ex studentessa dell'istituto pedagogico Vera Belik. Una ragazza seria ed insieme formarono una squadra molto unita. Erano sempre insieme." Le due donne riuscirono a sfuggire ai colpi della contraerea tedesca ma si imbatterono immediatamente con un aereo da caccia tedesco, un Focke-Wulf FW 190. L'aereo tedesco sparò e le colpi e l'aereo delle due donne si incendiò. Loro bruciarono insieme all'aereo abbattuto. Irina Rakobolskaja continua: "Inviammo una macchina a recuperare i resti. Per la prima volte vidi come il fuoco riduceva le nostre amiche."

Dopo questo episodio venne introdotto il paracadute nel reggimento delle Streghe della Notte. Olga Filipovna Yakovleva racconta anche lei quanto accaduto quella notte: "Quella notte, in un'altra missione fummo colpite anche noi. C'era molto vento. Arrivammo al nostro obiettivo. Avevo fornito alla pilota la rotta di combattimento ed una volta giunti sull'obiettivo, bombardammo. Poi felici virammo e facemmo ritorno alla base. Ma durante il volo di ritorno vidi un aereo tedesco sul nostro fianco destro. Subito avvertii Katyusha, la pilota, la quale repentinamente virò e volammo verso il basso. Una raffica ci colpì! Lo stabilizzatore era stato sfondato. La leva di comando era mezza rotta. C'erano tantissimi buchi nella cabina. Io ero stata ferita alla parte superiore del fianco destro. Katyusha era stata ferita alla mano. Ma lei è stata così brava da riuscire a mantenere in equilibrio l'aereo senza lo stabilizzatore e nonostante fosse ferita riuscì a continuare a volare. Riuscimmo ad arrivare al campo di aviazione ma ancora non sapevamo che la Makarova e la Belik erano state abbattute ed erano bruciate. Una notte impossibile da dimenticare. Io ancora oggi rivedo impresso nella mia memoria l'aereo tedesco che ci colpì. E se solo mi fossi accorta pochi secondi dopo dell'aereo tedesco, oggi non sarei qui a raccontarlo."

Irina Rakobolskaja racconta: "Quando iniziò la guerra ed andammo al fronte, io e la mia navigatrice Ilenina, ci giurammo che alla fine della guerra ci saremmo incontrate al Teatro Bolshoi il 2 maggio di ogni anno alle ore 12.00. Così ci siamo incontrate il maggio di ogni anno alle 12.00 al giardinetto di fronte il Bolshoi. All'inizio ci incontravamo noi, poi cominciammo a portare i nostri bambini. I nostri figli sono cresciuti e noi abbiamo iniziato a lasciare questo mondo. Ora continuano ad incontrarsi i nostri figli."

Il reggimento delle Streghe della Notte fu l'unità dell'Aviazione Sovietica più decorata, ognuno dei suoi piloti ancora in vita al termine della guerra aveva effettuato più di 1.000 missioni e 24 di loro avevano ricevuto la Stella d'Oro di Eroe dell'Unione Sovietica. Trentuno di queste fantastiche e memorabili donne morirono in combattimento. Il Reggimento delle Streghe della Notte diventò una leggenda ed ogni cittadino russo, sin da bambino, porta nel proprio cuore le loro gesta ed il loro sacrificio tributandogli tutto l'onore possibile.

Luca Leonardo D’Agostini

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